L’antica Festa delle Lucerne

Contrasti di luci ed ombre che si rinnovano ogni quattro anni a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, 3 agosto 2015. È l antichissima Festa delle Lucerne che si tiene in questi giorni, dal 3 al 4 Agosto 2015, nel borgo medievale del Casamale, con la sua cinta muraria risalente al 1300 e dominata dal castello costruito da Ferrante d Aragona nel 1467 ANSA/ CESARE ABBATESOMMA VESUVIANA (NAPOLI) – Per tre giorni dal 3 al 5 agosto 2015 è ritornata la Festa delle Lucerne.
La festa cade regolarmente ogni quattro anni: si sarebbe dovuta celebrare l’anno scorso, ma non si tenne per motivi di sicurezza a causa dei ben sedici dissesti edili della sua tradizionale sede, il quartiere del centro storico Casamale o Terra Murata.
Somma Vesuviana sorge su di un territorio prevalentemente agricolo. Vi sono state rinvenute tracce di insediamenti preistorici, e vestigia celtiche, osche, greche e preromane. Rimane ancora la bellissima Villa Di Augusto del periodo imperiale, in via di restauro e valorizzazione.
Somma si sviluppò nel Medioevo intorno alla preesistente cinta muraria angioina e poi detta aragonese. Alfonso I di Aragona elesse infatti a dimora estiva la città fortificata vi costruì un castello che donò alla sua amata Lucrezia d’Alagno.
La città aveva 7 porte ad arco, era ricca di chiese, cappelle, monasteri, e palazzi di notabili. Il castello aragonese sorse fuori dalle mura civiche nel 1458 circa sul colle di Santa Maria a Castello. Intorno vennero costruite masserie e ville estive nobiliari, come quella dei principi de Curtis.
La Festa delle Lucerne si snoda attraverso i crocicchi e le sette porte, intorno alle mura aragonesi lunghe 1 km e alte 8 metri che inglobano torri di pietra vesuviana e di tufo, unico esempio in Campania di reperto medioevale esistente e rimasto intatto.
Intorno al convento dei Monaci Trinitari i vicoli vengono suggestivamente illuminati da 4mila candele accese e riflesse da specchi in modo suggestivo intorno ai lampioni spenti e alla antiche case del borgo di Casamale.
La festa nacque per celebrare la devozione alla Madonna della Neve. I feudatari consentivano ai contadini di festeggiare per tre giorni senza lavorare.
La festa ha mantenuto il suo carattere agricolo: ad ogni angolo pupazzi e attori in costume contadino, dappertutto si espone artigianato agricolo antico, ovunque è un trionfo di frutta, ortaggi, spighe di grano e zucche intagliate con una lucerna all’interno.
Per questo motivo alcuni la indicano anche come lo Halloween campano. La cadenza con cui si celebra richiama i tempi di rotazione agraria, mentre il periodo in cui avviene rispetta il ciclo lunare. Tra gli stretti vicoli le lucerne segnano il percorso del passaggio dalla vita alla morte: secondo teorie di studiosi – tra cui spicca quella di Roberto de Simone, primo negli anni ’70 a studiare questa celebrazione – le offerte di cibo e libagioni di catalanesca intorno alle fiammelle simboleggerebbero agapi funerarie mentre il canto delle donne del borgo richiamerebbe quello delle prefiche.
Inoltre va sottolineato che il culto cristiano della Madonna della Neve si innestò su quello della dea Cerere.
L’edizione 2015 le Festa delle Lucerne è iniziata lunedì 3 ed è terminata mercoledì 6 agosto con la grande processione della Madonna dalla Colleggiata attraverso i vicoli di Casamale, accompagnata dalla musica della banda, battimani e acclamazioni dei fedeli. Il servizio d’ordine dei Carabinieri e dei Vigili Urbani è stato affiancato dai volontari della Protezione Civile. La manifestazione, promossa dalla Proloco, è stata realizzata con un crowfounding e ha visto la collaborazione di giovani cittadini volontari.
Il discorso inaugurale del sindaco avvocato Antonio Piccolo ha salutato una folla immensa di sommesi e di abitanti di comuni vesuviani limitrofi, ma anche di tanti turisti italiani e stranieri.
A tutti è rimasto il suggestivo ricordo di questi tre giorni di una festa unica e magnifica. Il prossimo appuntamento è tra quattro anni.
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Michele Di Iorio