Fotografi per la bellezza di Napoli

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San Vincenzo Alla Sanità by MemoliNAPOLI – Ho avuto il piacere e l’onore di presentare giovedì 12 Giugno a Città della Scienza  la cerimonia di premiazione della prima edizione del Wonderful Naples Prize, primo concorso internazionale di fotografia organizzato dall’associazione Photo Polis dei fotografi napoletani Marco Maraviglia e Massimo Vicinanza.
È stata una serata ricca di stimoli e importante per la città, anche per la presenza dei giurati, scelti dagli organizzatori,  tra le emergenze culturali non strettamente legate al mondo della fotografia ma a quello della comunicazione in genere, napoletane e non,  e ci hanno fatto immergere in un caleidoscopio dove la bellezza e la città di Napoli è stata vista da punti di vista sempre differenti e mai banali o scontati.
Infatti oltre all’unico fotografo, il fotoreporter napoletano Sergio Siano, facevano parte della giuria l’architetto Giuseppe Albanese, attivo in ambito sociale, lavorando nei quartieri di Napoli antica, con l’obiettivo della rivelazione e la salvagiardia della bellezza, non solo sull’ambiente urbano ma sopratutto nell’ambiente sociale e antropico; Mariangela Contursi, economista, responsabile dell’incubatore  e dei servizi di creazione e sviluppo d’impresa di Città della Scienza; Pino Grimaldi, esperto di Comunicazione e marketing; Rosaria Iazzetta, artista, attiva nel sociale, portando avanti denunce di tipo sociali con la sua arte; Antonio Menna, giornalista e scrittore; Sergio Olivotti, architetto e docente di progettazione grafica; Pietro Treccagnoli, giornalista di Il Mattino di Napoli.
Oltre ai giurati, durante la serata, sono intervenuti anche Luciano Colella di Videometrò, che ha affiancato e fortemente voluto realizzare insieme ai due promotori questo ambizioso progetto; Giovanni Ascione del Fai; Marianna D’Orsi Pisani del Turing Club Italiano.
Durante la premiazione, sono state proiettate le fotografie dei cinque finalisti.
È stato il momento più emozionante, anche perché abbiamo vissuto tutti insieme una visione della città esclusiva, del tutto nuova ai nostri occhi.
Mentre venivano premiati i vincitori passava davanti ai nostri occhi una Napoli futuribile, con cieli neri e grattacieli, che ricordava tanto le immagini di quelle metropoli rappresentate in film come Blade Runner nelle fotografie di foto di Andrea Liguori, che ha vinto il V premio; il nostro sguardo poi è stato accompagnato nel doppio della città, quella di sotto, quel luogo che nell’immaginario collettivo di Napoli rappresenta il rapporto tra il luogo dei vivi e quello dei morti,  nelle foto di Vincenzo Tarallo che ha vinto il IV premio.
Non poteva mancare il mare, rappresentato come quel ventre pieno di liquido amniotico dove nascono e annegano sogni, desideri, paure, speranze, amori e dolori, nelle spettacolari immagini di Guido Villani, III classuificato; a Napoli si è sempre fatto dell’opulenza insieme al lassismo di chi la governa un cliché, e tale rapporto è stato brillantemente rappresentato senza cadere nello stereotipo e nel luogo comune da Lino Rusciano, che ha vinto il II premio.
Il primo premio – che consiste in una trasmissione per trenta giorni del progetto attraverso uno spot sul circuito televisivo Videometrò : La bellezza di Napoli – è andato a Monica Memoli, che avrei votato anche io, in particolare per quella fotografia che rappresenta un interno della Basilica di Santa Maria della Sanità, ‘a chiesa d”o Munacone.
Un luogo carico di elementi simbolici ed evocativi, una delle più belle e importanti basiliche di Napoli a pianta centrale della fine del ‘400, ricca di opere d’arte dei più grandi artisti del barocco, da Ribera a Luca Giordano.
L’immagine che ha vinto il primo premio è una fotografia forte, dove si respira il silenzio spirituale che caratterizza il genius loci di questo luogo, punto di riferimento di un intero quartiere che da sempre vive un rapporto particolare col culto dei morti, un rapporto che caratterizza anche Napoli tutta.
Un luogo comune – sì, è vero – ma se si vuole rappresentare Napoli non si può prescindere dai luoghi comuni che fortemente la contraddistinguono da ogni altra città del mondo. Un luogo comune rappresentato con un linguaggio squisitamente post-moderno, dove elementi arcaici sono messi in relazione con un linguaggio proiettato in avanti.
In questa immagine si respira il silenzio, ciò che si contrappone a tutto ciò che è all’esterno della Chiesa. È rappresentato un lato intimista della città di Napoli,  attrasverso il potere evocativo degli elementi fondamentali acqua-terra-aria-fuoco che sono alla base di ogni rappresentazione di Partenope, dalle canzoni alle pittura, al teatro, alla fotografia, alla poesia, alla letteratura, di tutti i tempi.
(Foto: San Vincenzo alla Sanità. Spiritualità visionaria by Monica Memoli)

 Mario Scippa